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Famiglia difficile, infanzia difficile PDF Stampa E-mail





Buongiorno,
Non mi sono mai rivolta ad alcun specialista per esporre il mio problema, ma arrivata ad oggi mi piacerebbe farlo.
Mi chiamo S., ho 30 anni e alle spalle un passato grigio e buio, provengo da buona famiglia ma con grandi lacune. Mia madre ha gravi problemi psichiatrici, é seguita da uno specialista da più di 40 anni e vive sedata da psicofarmaci che le permettono di condurre una vita "normale", mio padre è presente nella sua vita ma assente nella mia! Ho vissuto un' infanzia glaciale,ho vissuto  con i miei nonni e all'età di 12 anni sono tornata a casa con i miei, in fase adolescenziale ho preso brutte strade e sono caduta in cattive compagnie ma non ho mai fatto "cavolate" ho sempre agito con il lume della ragione. In casa mia ho sempre vissuto scene, mia madre che delirava da un momento all'altro, mio padre che mi faceva vivere in sensi di colpa assurdi denigrando ogni mio gesto, inoltre loro sono persone facoltose e mi hanno sempre fatto vivere in miseria e povertà sia economica che sentimentale. Non so cosa sia una carezza,una parola gentile, un semplice consiglio.Con loro non ho rapporti, loro non sanno nulla della mia vita e non vogliono farne parte.
Ad oggi vivo fuori da casa loro con il mio compagno, ho un lavoro che mi appaga,ma mi sento costantemente in colpa nonostante tutto e non riesco purtroppo a tagliare i ponti con i miei genitori,come se avessi un legame di obbligo da non riuscire a dire basta.
Ogni giorno provo invidia per tutti quei figli che hanno al loro fianco i loro genitori, che li sostengono, che possono rispondere alle loro domande e a volte vorrei proprio che non esistessero.
Grazie dell'ascolto seppur virtuale.
Cordiali saluti
S.




Cara S.,

non dovresti pensare che i genitori degli altri siano migliori dei tuoi, per un motivo molto preciso: difficilmente lo sono. I genitori normalmente si arrangiano come possono, e raramente riescono ad evitare gravi errori. I figli, a loro volta, se la caveranno come potranno, e di solito lo fanno più o meno bene. A loro volta diventeranno genitori e saranno relativamente dei genitori sufficientemente buoni.
Poniamo pure che i tuoi siano stati più pasticcioni della media dei genitori; comunque sei riuscita a sopravvivere, ad arrivare alla tua età e a cavartela in qualche modo. Adesso, alla tua età, le cose possono finalmente cambiare e adesso la tua vita è nelle tue mani, di nessun altro.
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Credo che la tua questione sia proprio quella di non riuscire a staccarti dai tuoi genitori, come se la tua vita dipendesse ancora da loro. Ancora sei lì che invidi chi ha genitori sostenitivi, e in cosa mai ancora dovrebbero sostenerti? Nella ricerca del lavoro? No. Nelle scelte amorose? No. Nell'autostima? Eh... se ancora speri di poter trovare in loro un sostegno per sentirti una persona migliore, credo che rimarrai molto delusa, perché questo sostegno può arrivare solo da te e dalle tue scelte ed azioni nella tua vita.
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Insomma, cara S., è bene che inizi dal prima possibile a non aspettarti più niente, niente completamente, né sostegno, né aiuto, né vicinanza, né niente di niente. E sai perché? Perché non hanno più niente da darti ormai, sei più che maggiorenne e il loro dovere lo hanno più o meno fatto, per come hanno potuto. Se qualcosetta dovesse arrivare, affetto, vicinanza, aiuti concreti, hai solo da ringraziare. Per il resto dovrai cavartela da sola. Sembra terribile, in realtà tutto questo ha un grandissimo vantaggio, il migliore che tu possa immaginare: neanche tu devi più niente a loro. Niente. Le scelte sono tue, come tuoi sono i guadagni e le perdite. Non sei più figlia, ora sei una donna e questo è un passaggio mentale, oltre che reale. Quando si diventa adulti secondo te? Io non lo so, e non so neanche se l'essere umano ci diventi mai; però questo è un buon passo, lasciarsi alle spalle l'assistenza e la sensazione che qualcuno stia sempre alle nostre spalle a proteggerci e di contro a controllarci.
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Se smetterai di aspettarti qualcosa dai tuoi genitori smetterai anche di sentirti in colpa. Vivi la tua vita al di là di un passato per il quale non puoi far più nulla; allora non potevi, oggi sì, perché oggi sei tu che decidi.
 

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