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Essere una buona madre PDF Stampa E-mail



Salve..oggi x me è l'ennesima mattina di stanchezza e avvilimento dopo aver tascorso un altra notte insonne perche' mia figlia di 8 anni non riesce a dormire da sola...purtroppo da quando è nata ha sempre avuto risvegli notturni frequenti e la conseguenza è stata dormire con la mamma ma più si va avanti più diventa insostenibile e non so più cosa fare ..mi sento inadeguata ..incapace a trasmettere sicurezza a mia figlia ..mi sta tormentando il dubbio che forse non si sente abbastanza amata da me..abbiamo un rapporto conflittuale ..io alterno tra troppe spiegazioni e punizioni difficili da mantenere...lei che poverina ammette che vorrebbe ma non riesce ...che è più forte di lei ..spesso si comporta come una piccola despota con me ma anche con i suoi coetanei..mentre a scuola è un gioiello di virtù...E' necessario chiarire tutta la situzione ... con il papà siamo separati da pochi mesi dopo la sua nascita ..con buoni rapporti..è un papà presente ma solo quando necessario per il mio lavoro da turnista compresa qualche notte alla settimana pero' non si propone oltre . La bambina dopo lunghi periodi di crisi nei momenti di distacco da me ad oggi è più serena con il padre e anche più arrendevole con lui.Mi chiedo e vi chiedo come posso fare per aiutarla ? E' ormai troppo tardi cercare di correre ai ripari?Io sono disperata e peggioro la situazione con la mia insicurezza...ho paura di pregiudicare il rapporto con mia figlia che amo tanto..aiutatemi ad essere una buona mamma..... grazie...di cuore...



Mi rendo conto di quanto la situazione possa addolorarla: per un genitore sentirsi inadeguato porta il peso non solo della propria fallibilità, ma anche della responsabilità sulla vita di chi si ama infinitamente. Per prima cosa vorrei dolcemente traquillizzarla: non credo esistano madri e padri che non abbiano mai dubbi angosciosi sulla qualità della loro educazione. Avere un figlio è un'esperienza che mette alla prova chiunque, ponendolo davanti alle proprie grandi insicurezze, e a quei limiti che tutti abbiamo e che nesuno è realmente disposto ad accettare su di sé.
Detto questo, alcune problematiche possono essere ammorbidite, ed è giusto farlo per evitare un sovraccarico di sofferenza nella vita familiare.
Purtroppo lei non mi spiega bene la vostra condizione. Per esempio, non è chiaro quando dice che "è più forte di lei", a cosa si riferisce precisamente. Posso intuire che vi sia di fondo un problemanella gestione dell'autorità, che sembra a volte carente, altre rigida.

I genitori dovrebbero essere per i figli un riferimento armonioso di affetto e comprensione, sicurezza eautorità. Farlo non è facile come dirlo: se fosse una cosa semplice, non staremmo qui a parlarne. Nello specifico, l'autorità è quella che consente al figlio la percezione dei limiti all'interno dei quali egli potrà sviluppare la propria identità. Questi limiti non sono rigidi in assoluto, perché in età adulta egli potrà trasformarli come meglio crederà. Tuttavia la mancanza di limiti in giovane età impedisce alla personalità di agganciarsi ad un terreno solido dove sviluppare le proprie radici.
Dentro il vincolo, ci saranno altri ingredienti fondamentali come l'amore e la comprensione, la cura, il nutrimento, eccetera, che accompagneranno il figlio verso uno sviluppo più o meno armonioso.
Di fatto, come dicevamo, nessuno di questi ingredienti è così facile da dosare. Spesso uno prevale sull'altro, oppure sono tutti carenti, o altre cattive combinazioni.
Nel suo caso, mi pare che vi sia tra lei e sua figlia un difetto di autorità nel senso che non sono chiari i confini tra voi. "Dormire con la mamma" è diventata una necessità quasi ricattatoria, senza la quale il sonno è impossibile. Nello stesso tempo, le "punizioni difficili da mantenere" sono punizioni fallimentari in partenza. nell'educazione, è preferibile scegliere poche e chiare proibizionie punizioni da rispettare, piuttosto che tante e confuse che alla fine vengono facilmente infrante e dissacrate.
Il sonno è uno degli aspetti principali, anche in termini temporali, visto che si resenta dalla nascita. Il neonato deve imparare a dormire lontano dal letto dei genitori, e una volta cresciuto, lontano dalla stanza. Lì è necessario un iontervento sanamente autoritario, unito alla dolcezza e alla vicinanza affettiva; ma è necessario essere fermi e decisi, altrimenti sarà sempre più difficile poi ricostruire i giusti confini.
Quello che mi sento di dirle, è di innamorarsi maggiormente del suo ruolo di madre. Sua figlia è una bambina, e non avrebbe che giovamento nel suo essere più "di polso" in certi frangenti. In altri, potrà esprimerle tutto il suo amore. Non dimentichi che i bimbi hanno bisogno nello stesso tempo di solidità e morbidezza: sia pure inflessibile rispetto a certi punti dell'educazione, e poi amabile e affettuosa nel resto. Ma non faccia l'errore di cadere in rigidità esagerate che non possono essere mantenute: non c'è niente di peggio della "legge" che perde la sua forza.


Nel caso in cui, come purtroppo lei fa intendere, i suoi problemi personali dovesserofrapporsi in modo importanteal suo ruolo, non posso che consigliarle di prendersi cura di se stessa come persona, e magari farsi aiutare da un esperto. Potrebbe essere l'occasione per una sua crescita personale, una bella opportunità suggerita dalla vita.
Intanto, le mando via etere i miei più cari auguri.
 

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