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Essere, non essere: meglio di no PDF Stampa E-mail

Cara Dottoressa,

mi chiamo S e ho 31 anni e da fin dall'adolescenza (ma forse anche prima) soffro di DOC e di ansia sociale. Tutto questo mi ha portato a non avere mai una ragazza e ad avere un solo rapporto sessuale, per di più con una prostituta.
Da un certo punto di vista mi sento ancora vergine perchè comunque la mia prima volta non è stato un granchè a livello di emozioni come può ben capire.

Adesso sono senza lavoro e non lo trovo, e il tempo perso per cercare di risolvere i miei problemi mi ha portato ad essere arrabbiato con me stesso in una maniera che neanche può immaginare, e nello stesso tempo non so più cosa voglio dalla vita. Non capisco se mi manca l'amore, lo scopo della mia vita, la realizzazione personale...davvero non so più cosa voglio. Mi viene rabbia verso me stesso da volermi sparare e farla finita quando vedo gli altri che fanno una vita che io non sono riuscito a fare per la mia paura di vivere, parlo anche delle cose più normali e quotidiane.

Sono anni in terapia e sono stato da diversi terapeuti ma sembra che nessuno riesca aiutarmi ad uscire da questo inferno, ma nutro sempre una speranza...
Adesso voglio provarci da solo e senza psicofarmaci ma non riesco a gestire la mia rabbia per un passato non vissuto (non mi dica che il passato è passato anche lei la prego :-) ), come posso accettarmi e accettare 31 anni vissuti male per causa mia e per problemi che a livello tangibile non esistono? la rabbia m'impedisce di vivere e provare a cambiare, perchè quando cambio mi arrabbio sempre di più "perche in fondo era una cavolata" e ho sprecato il mio tempo.
Non so come dirglielo ma è come se da qualche anno mi sto sempre più illuminando sulle limitazioni assurde che mi ero creato e che ancora ho e questo mi genera rabbia.

Ora ho dovuto pure smettere la terapia per problemi economici e volevo qualche consiglio su questa situazione..

La Ringrazio profodamente per una sua gentile risposta

S

Caro S.,

il passato non è passato, perché è la nostra vita, l'unica tra l'altro di cui possiamo disporre per farci un'idea della nostra identità. Per questo l'identità è spesso un'immagine rigida di noi: siamo ciò che crediamo di essere in funzione di come ci siamo comportati finora.
Non mi stupisce per nulla la tua rabbia, non solo perché dove ci sono "DOC" c'è rabbia, ma anche per come dalle tue parole emerge e divora tutto ciò che incontra.
E' appunto sulla tua rabbia che dovresti lavorare, sul tuo passato non passato e sul presente non presente.
Parlo di rabbia verso qualcuno. C'è sempre un qualcuno per cui provarla; quella verso se stessi è una balla; è l'evitamento di un problema con una persona amata per la quale si prova una forma di rancore: meglio prendersela con se stessi che con l'altro amato.
Insomma con chi sei arrabbiato? cosa stai evitando con le tue ossessioni? quanto ancora devi pretendere una perfezione di te stesso che non ha alcun senso se non narcisistico e automatico?
Dopotutto hai ragione, che senso ha vivere se bisogna crescere: si dovrebbe già nascereimparati. Che senso ha fare fatiche bestiali in terapia e spendere un mare di soldi, per scoprire cose che diventano banali una volta conosciute (mentre prima...). Che senso ha la felicità, se prima si è stati infelici. Per non parlare del non senso assoluto del fatto che la vita non può cambiare, perché se le cose possono cambiare, allora dov'è la verità?
Fai bene a stare nella tua abitudine, nel tuo eguale, nella tua stasi assoluta. Almeno sai di che morte morirai. E a proposito di morte, questo Freud lo chiamava per l'appunto "istinto di morte". Che non c'entra con la morte biologica,anzi. Si tratta piuttosto di una modalità esistenziale a risparmio energetico, con poca fatica, poco investimento, poco tutto.
Tanto non è grave, come sei arrivato qui, puoi continuare. Invece chissà che casino il cambiamento, aiuto, meglio evitare, meglio procrastinare, meglio dare la colpa a chi non sa aiutarmi, eccetera eccetera eccetera.
Caro S., trova i soldi in qualunque modo, non prendere psicofarmaci, lavora seriamente su di te e datti da fare più di quanto sei capace, superati. Ne vale la pena.

 

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