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Quando camminare è difficile PDF Stampa E-mail






Gentile Dottoressa ,
vorrei un suo parere,
ho scritto a più specialisti per trovare quello giusto per me.
Sono al terzo anno di Medicina,gli studi proseguono tra esami con esiti positivi ed altri meno,un po' come tutti gli studentila cui vita è ricca di alti e bassi.
Ho però un problema molto più grande che rovina i miei giorni: non riesco a camminare da sola.ho un'emiparesi spastica sx data da sofferenza perinatale,sono nata di 26settimane scarse, ho iniziato a camminare autonomamente a 4anni e mezzo,ma,seppur claudicante,ho sempre camminato,mi sono sempre spostata in autonomia.
Ora questo mi è diventato impossibile. guido bene da sola,ma per quanto riguarda il cammino ho sempre bisogno di un braccetto,spesso se sono sola mi blocco: è come se le mie gambe diventassero di marmo e seppur io mi ripeta che nulla c'è di strano nel camminare non riesco a farlo.nel momento i qualcuno mi tocca lo faccio.
La mia condizione fisica non è peggiorata,è che proprio mi blocco e non riesco a camminare.
Tutto questo è iniziato a seguito di una depressione avuta 3 anni fa e curata con CITALOPRAM gocce che tuttora assumo per mantenimento ad una dose di 8gct\die .
Sono guarita,ho ripreso la mia vita,ma non il cammino,perchè?
tutto questo mi fa soffrire.
mi sembra di intuire che la mia depressione abbia in qualche modo lasciato uno strascico.
questo grande problema del non riuscire a camminare da sola provoca davvero una grossa sofferenza, se penso all’impossibilità di sentirmi libera di andare dove desidero, al dover sempre chiedere la vicinanza di qualcuno ed al programmare i miei spostamenti ed impegni anche sugli impegni altrui, al non potermi fare una passeggiata in tranquilla solitudine ed al senso di impotenza che ne deriva…..la sensazione è quella di sentirmi soffocata, limitata,incapace .
Mi sento arrabbiata ed in colpa per una limitazione che non trova cause organiche….un conto è una limitazione che è data da cause esterne,che fa soffrire anch'essa,ma non quanto una limitazione che in qualche modo so di poter modificare o che credo causata da me stessa,dalla mia mente.
Ma Perchè?
questa è la domanda che mi tormenta.
A me non resta che sciogliere ,questo nodo,ma come??
mi auguro che la situazione si possa risolvere per il meglio, sono un futuro medico ed è triste immaginare che non possa godere di tutta l’indipendenza che desidero anche per svolgere un domani la mia professione in totale autonomia.
Spero di trovare in voi un consiglio e\o un aiuto. ringrazio e la saluto cordialmente, R.


Cara R.,
credo di capire che ciò che la fa soffrire è il senso di impotenza per qualcosa che il suo organismo (mente-corpo)le impone e che lei sente di subire tristemente.
Penso che la sua depressione sia venuta per comunicarle qualcosa di importante, che purtroppo i farmaci non sono in grado di svelare. Essi riducono i sintomi evidenti, ma non contattano la nostra anima.
La depressione è un dolore che si irradia a tutto il nostro sé; è una realtà intima che si rende visibile, e che solitamente affonda le sue ragioni nel nostro passato, ci parla del nostro bambino ferito. Non c'è altra cura se non ascoltarla, darle parola.La sua depressione, la sua tristezza,sono ancora lì, latenti, inascoltate, e ora si esprimono non facendola camminare.
Il nodo si può sciogliere soltanto scoprendo perché il suo corpo ha bisogno di fermarsi se non si sente in compagnia, perché non vuole camminare da solo. E' una ricerca dentro se stessa, senza giudizio, senza rimprovero, ma con serena e amorevole curiosità.
Posso intuire che ci siano due parti di lei in conflitto, una che vorrebbe l'autonomia, l'altra che nesarebbe spaventata. Ma è solo una supposizione, la verità è solo dentro di lei.
Temo che non sia un percorso facile, ma con un aiuto esterno e tanto coraggio (che mi sembra non le manca)potrebbe conoscere meglio i suoi conflitti e andare a fondo.
Inizi subito ad accogliere il suo dolore e a cercare di dargli parola, respiro. Non cerchi di scappare, non serve: lo fa solo allontanare, per poi tornare.
Un augurio di cuore

 

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