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E' ora che il figlio adolescente impari a cavarsela PDF Stampa E-mail






Gentile dott..
sono la mamma di un ragazzino di 12anni e da poco siamo stati catapultati nel mondo dell' adolescenza.
Non studia abbastanza quindi ottiene voti sempre insufficienti...e assume atteggiamenti di menefreghismo a scuola.
Mii dia un consiglio su come affrontare tutto questo..cioè l'istinto mi porta ad arrabbiarmi a dare punizioni...ma vedo che la situazione non migliora.
Mi creda le ho provate tutte,anche a non prendermela e non dare punizioni...ad aiutarlo studiare...
non so più cosa fare...vorrei tanto avere la bacchetta magica...
Spero tanto in un suo riscontro.
Grazie per l'attenzione.



Il problema grosso è che con un figlio adolescente generalmente non funziona...niente. Non c'è un giusto modo, e in un certo senso è questa la cosa giusta, perché il ragazzo -cercando la sua strada- rifiuta tutto quello che arriva dai genitori, indistintamente.

Questo più o meno vuol dire che non ha importanza cosa farete, l'importante è farlo, affinché vostro figlio abbia la sensazione di avere dei genitori (a cui ribellarsi).

Non credo sia un problema enorme andare male a scuola. Si accorgerà da solo di quanto è utile impegnarsi nelle cose. Se verrà bocciato, sarà lui stesso a pagarla. Il punto fondamentale, invece, è individuare ciò che è davvero importante e che va tenuto sott'occhio: se i ragazzo è triste, in difficotà, se cerca soluzioni pericolose, se non ha amici o se frequenta ambienti devianti. Dovrete cercare di discernere ciò che è la normale espressione dell'età da ciò che invece porta all'inferno. E non paro dell'inferno cattolico, fatto di parolacce, sesso e sigarette: queste sono sperimentazioni quasi banali nell'adolescenza. Parlo di devianza, di rabbia incontroabile, di brutture, di perdita di controllo. Il mondo è pieno di adolescenti bravi a scuola che non hanno mai fumato una canna, ma infelici e pieni di vergogna. Così come è pieno di piccoli boss quasi teppisti pieni di tristezza e solitudine.
Il vostro compito è quello di guidarlo da dietro le quinte, senza ossessionarlo né standogli troppo addosso. Dovete lasciarlo libero di sperimentarsi al di là di ciò che gli avete insegnato, con fiducia e amore. Dovrete dargli poche regole chiare davanti alle quali lui si misurerà: inutile rimproverarlo perché non studia, ma molto più efficace non dargli soldi se prende brutti voti, con calma e serenità. E così via.

Insomma, preparatevi al pensionamento come genitori accuditivi, e iniziate a vedere vostro figio come un piccolo adulto che può iniziare a prendersi le sue responsabilità.

Un dettaglio importante: in questa fase il ruolo del padre è centrale, proprio perché è naturalmente non accuditivo ma, piuttosto, stimolante, spronante. Il padre è (o dovrebbe essere) quello che non si preoccupa tanto della cura, ma che insegna ai figli a cavarsela da soli. E...quando il padre non c'è, la funzione paterna se la dovrà accollare la mamma. Volente o nolente.

In bocca al lupo, e buon viaggio.
 

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