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Depressione post-traumatica PDF Stampa E-mail




Gentile Dottoressa,
mi chiamo A. e ho 28 anni e le scrivo per un problema che riguarda la mia ragazza che ha 23 anni.
Il problema è questo.
A maggio è stata vittima di un incidente stradale che ha reso necessario un ricovero di 6 settimane a causa delle fratture e dei traumi riportati che hanno reso necessari vari interventi.
Durante il ricovero era sempre piuttosto allegra, compatibilmente con le sue condizioni, ma nonostante sopratutto il primo periodo l'abbia passato in terapia intensiva, non mancavano i sorrisi e le battute.
Da quando è tornata a casa però la situazione è completamente cambiata.
Aldilà dei normali disagi che la sua situazione può portare, ha dei comportamenti che vanno oltre ciò.
Spesso non parla, non vuole vedere nessuno, parenti e amici stretti compresi.
Da una settimana rifiuta spesso il cibo e anche di fare la fisioterapia.
Abbiamo provato a parlarle, a cercare di capire "cosa non va"...ma lei ripete che non ha niente, che è solo stanca. Ma è evidente che non è così.
Abbiamo contattato l'ospedale e ci è stato detto che sono cose normali dopo un trauma significativo come il suo e che bisogna solo far passare il giusto
tempo.
A noi però sembra tutto molto strano e siamo preoccupati anche perchè ci sembra ovvio che per il suo recupero sia fondamentale almeno che mangi e ovviamente che segua le cure.
Abbiamo pensato che sia causato dal fatto che magari ora si vede diversa (ha varie cicatrici, le hanno dovuto tagliare i capelli a causa di un grosso ematoma in testa e ovviamente non può quasi muoversi liberamente) ma lei sache non ha subito danni permanenti e che anche se con molto tempo e pazienza ritornerà quella di prima.
Sono molto preoccupato.
La ringrazio in anticipo.
Cordiali saluti,
A.



Caro A.,
in seguito ad un trauma così potente, la vittima può aver bisogno di raccogliersi in se stessa, sia per trovare le energie, sia per elaborare l'evento.
La "depressione" di cui lei parla potrebbe essere una chiusura funzionale. Essere allegri e fare battute dopo aver sfiorato (comunque) la morte, è qualcosa di alienante, sebbene apparentemente rassicuri gli altri e sembri un'azione costruttiva.
La sua ragazza, probabilmente, ha bisogno di lavorarsi dentro il "lutto" di un cambiamento forse radicale: non soltanto all'esterno, visto che non tutte le cicatrici scompariranno completamente, ma soprattutto interiore, profondo. Traumi come il suo sono esperienze irriducibili, che trasformano per sempre la vita. Per quanto potrà superare bene il dolore, e accettare il cambiamento, tutto questo necessita di tempo e di concentrazione.
Credo sia opportuno accogliere il suo bisogno di contrizione; ha diritto alla sofferenza, come tutti coloro che la provano. Far finta che non ci sia, e sorridere per rassicurarvi, non è un buon metodo per superarla.
E' chiaro che se la sua ragazza non mangia e non fa fisioterapia, voi vi allarmate. Daltronde non può smettere a vita. Però credo che possiate starle vicino, cercando di capirla, di non insistere, di accogliere profondamente il suo "grido"; in questo momento potrebbe essere molto più nutriente di un piatto di pastasciutta.

So che è difficile. Però, caro A., spesso l'amore ci fa essere violenti e ci porta a non vedere il vero bisogno dell'altro, che adesso non è sentire raccomandazioni, ma sentirsi compresa, accolta.
Provi ad immaginare: se fosse lei al posto della sua ragazza, di cosa avrebbe bisogno? io personalmente, immagino, vorrei presenza, vicinanza, rispetto del mio silenzio, accoglienza del mio essere impaurita e depressa.
Faccio sinceri auguri ad entrambi.



 

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