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Crisi e angoscia PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

 


Gentile Dottoressa,

ho 24 anni. Sono sempre stata serena fino a quando 7 anni fa, a seguito di una vacanza, ho cominciato a provare uno stato di agitazione continua: una sorta di "rumore di fondo" che non cessa mai. Periodicamente ho delle "crisi" , durante le quali provo una profonda angoscia, accompagnate da tremori e desiderio di piangere. Progressivamente sto perdendo interesse in tutto.
Sono stata in cura da uno psichiatra per un breve periodo senza grandi benefici.
Lei crede che ci sia una soluzione o che dovrò continuare a convivere con queste sensazioni?
Non so davvero come dovrei muovermi ora.
Grazie,
R.




Cara R., la sinteticità della tua lettera non mi permette di argomentare tanto. Ci provo. Da quello che dici intuisco che 7 anni fa è scattato qualcosa che ti ha mostrato un' insoddisfazione fino a quel momento inconsapevole: una sorta di ribellione verso gli schemi di vita che fino ad allora avevi fatto tuoi e che ora, invece, ti stanno stretti, ma non sai come cavartela altrimenti.
In altre parole: probabilmente fino a 7 anni fa conducevi una vita rispettosa delle aspettative ambientali  e dell'educazione che avevi ricevuto; qualcosa ha rotto l'equilibrio e adesso vivi nel conflitto tra la strada vecchia e quella che invece rispecchierebbe te, per ciò che sei e non per ciò che sei stata finora.
L'angoscia, di fatto, subentra quando perdiamo la terra sotto i piedi, e sentiamo minacciata la nostra identità, il nostro modo di essere nel mondo.
Penso tu non debba avere paura delle lacrime, né del cambiamento, né del dolore. Devi però trovare un modo per viverlo costruttivamente, non come un nemico, ma come un compagno del cambiamento.
La psichiatria in questi casi purtroppo non può aiutare molto, perché agisce sui sintomi, e non in profondità. Per capire cosa ti accade è più indicata la psicoterapia, che però è più faticosa, e richiede il tuo impegno, la tua collaborazione. Devi provare il desiderio di andare a fondo del tuo dolore, tirar fuori la tua verità e trovare gli strumenti per muovere la tua vita verso questa verità.
Intanto, domani mattina, al tuo risveglio, guarda fuori dalla finestra, e ovunque tu sia, anche in una città come Milano, qualsiasi sia il tempo, qualsiasi sia il tuo stato d'animo, i tuoi impegni, le tue paure, pensa che finché vivrai ogni giorno potrai godere di un'alba: forse è poco, ma è una dolce certezza.
 

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