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Crisi di mezza età? PDF Stampa E-mail




Buongiorno,

sono un uomo di 53 anni vivo una "crisi di mezza età" i cui principali indicatori riscontrabili sono:
a) vivere storia d'amore con una donna più giovane,
b) dimagrimento e ringiovanimento, vestendomi più da teenager che da cinquentenne (indosso vestiario di mio figlio diciottenne)
c) facile irritabilità ed irrascibilità, sopratutto in casa.
Preciso che non ho mai tradito mia moglie, pur essendoci stata la possibilità. Non mi interessavano assolutamente relazioni con altre donne, perchè ritenevo di aver già "vissuto" la mia gioventù e quindi era molto più importante per me restare un buon padre. Sono caduto alle lusinghe di questa donna, anche perchè mio figlio (ai tempi 16enne) lo ritenevo ormai cresciuto e quindi mi sono lasciato andare anche per vivere un "attimo" in più la vita, visto che alla fin fine si campa per non molto ed ...una sola volta (molte persone e conoscenti deceduti per malatttie mi hanno fatto riflettere di vivere gli attimi fuggenti)!

In queste condizioni, frequento da un anno e mezzo questa donna  (prima sposata ed ora separata, con una bimba di 10 anni) che ha 40 anni ed è una collega d'ufficio, con la quale mantengo ben separati gli aspetti professionali/familiari con la relazione d'amore.
Oltre a questa relazione, per un certo periodo ho frequenrtato anche un'altra collega (di diverso ufficio) e stavo addirittura per relazionarmi anche con una terza donna. Ho desistito da quest'ultima perchè conscio di non riuscire più a gestirmi (...4 donne!!!!!).
Preciso che queste occasioni si sono tutte proposte e che non ho fatto nulla per cercarle, se NON essere riuscito a desistere alle avances. Adesso, ho chiuso la storia con la "seconda collega" (anche se scappa a volte qualche tenerezza) ma mi sto riapprocciando con la "terza" evitando di alimentare altre "amicizie" femminili che si propongono. Insomma, mi sembra proprio di essere ritornato un adolescente...
Con mia moglie stento a relazionarmi con sincerità (...come potrei o riuscirci ad esserlo appieno?) e comincio sempre più ad essere lontano da lei. Nel frattempo, con la 40enne è nata una forte relazione (lei innamorata io invece perso per lei, che tra l'altro è anche una splendida donna), tanto da fantasticare anche una vita futura insieme, perchè ci chiediamo sempre più tempo per noi.

In questo quadro riassunto, fatico maledettamente a comprendermi ed al tempo stesso non riesco a prendere delle decisioni che mettano anche fine alle farse in casa.

Non comprendo perchè mi lascio attrarre da tutte queste donne e del dolore che posso provocare a chi ha deciso di starmi vicino.
Vorrei andare a vivere con la 40enne (che non sa nemmeno lei di tutte queste fughe amorose) ma mi chiedo perchè cerco di relazionarmi con altre, se sono innamorato di questa donna? Sono persino disposto a separarmi, data l'instabilità esistente per me, ma non per mia moglie, quale ignara di tutto quello che mi accade (intuisce qualcosa, oltre a vedermi maledettamente cambiato sopratutto per la mia facile irritabilità).
Insomma, ho perso completamente la bussola e sono in una situazione d'empasse tra vivere il mio nuovo amore e lasciare la moglie che non penso di amare più.
Come si può pensare di vivere con una donna se, ancor prima di prendere una decisione così forte, decido di cornificarla?
Insomma, in tutta questa confusione cerco la necessaria lucidità per poter affrontare delle decisioni che segneranno la mia e quelle di altre persone, mio figlio in particolare.
Cerco un consiglio spassionato...
Grazie

 

 

 

 

Ci sono tanti spunti.

Inizierei con "era molto più importante per me restare un buon padre."
L'essere padre e l'essere un buon marito sono due cose indipendenti. Credo che dietro alle tue parole ci sia un aspetto sacrificale della tua vita che ti ha portato al desiderio di rivalsa oggi. Già, la vita è una ed è breve, ma questo sempre, non a cinquant'anni. E' paradossale quello che sto per dire, ma forse saresti stato più autentico e sincero con te stesso a viverla per come veniva già da prima.

Non è il numero di donne che ti orbitano attorno che pone questioni interessanti. Piuttosto è il conflitto, l'atteggiamento ambivalente, che credo scateni in te forti emozioni e quindi la sensazione di vivere intensamente. Potresti tranquillamente vivere le tue storie dando ad ognuna il peso specifico adeguato, e lasciare emergere il tuo eventuale bisogno di cambiamento, di separazione, di crescita. Invece ti arrovelli con inquietudine facendoti domande su domande: su cosa dovresti o non dovresti provare, fare, esprimere; sulle tue responsabilità; sul futuro. Credo che il tuo compito con te stesso sia piuttosto chiederti chi sei, a cosa ti è servito finora vivere come hai vissuto, a cosa ti sta servendo fare quello che stai facendo; anche, per esempio, a cosa ti serve sottolineare che per ognuna di queste donne tu non hai fatto altro che aprire la porta e farla entrare, accettandone le avances, come se le avances in qualche misura non le chiamassimo col nostro comportamento aperto e seducente.
Siamo sempre responsabili di ciò che viviamo, sempre, E dobbiamo saperlo, prenderne il carico, esserne consapevoli e capire cosa ci stiamo dicendo, comportandoci in un certo modo.
Non per forza sei cattivo e per questo andrai all'inferno; anzi, magari all'inferno ci saresti andato se non fossi stato mai, diciamo, sincero con te stesso. Può essere un buon momento per andare a fondo, ponendoti domande più mirate come per esempio ti sei "sacrificato" fino ad ora, cosa è stato per te il matrimonio e tua moglie; ma devi cercare risposte che vadano al di là del buon senso e perfino della coscienza superficiale, perché non hai idea di come siamo capaci di raccontarci delle favole pur di ingrassare il nostro narcisismo e la nostra santa immagine di noi.
Parlane a fondo con qualcuno che possa davvero capirti, un caro caro amico, uno psicoterapeuta, una figura di riferimento fidata. Parla finché non capisci, e abbi coraggio, perché ce ne vuole parecchio per guardarsi in profondità.

Un caro saluto e auguri per la vita.
 

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