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Cocktail di sintomi per non guarire PDF Stampa E-mail




Gent.Le dottoressa ,
Le scrivo perché sto vivendo un periodo di forte smarrimento,confusione e preoccupazione. Inizio col farle una sintesi sia della mia diagnosi che della mia storia.


Ho 32 anni e seguo una psicoterapia da quando neavevo 21,sono approdata lì dopo vari vicissitudini e aiuti sbagliati. Ho sofferto di anoressia,disturbo narcisistico di personalità e disturbo ossessivocompulsivo accompagnato da varie fobie e forti momenti di ipocondria!La faseipocondriaca più invalidante è stata quella legata al contagio dell’hiv,duratatre anni di incubo e continuo test dopo ogni contatto sessuale e non. Ilproblema col cibo l’ho risolto..prima non avvertivo il sintomo della fame orasono diventata una buona forchetta,mi piace mangiare.


Del mio problema narcisistico non ne ero assolutamente consapevole,sono sempre stata complessata,certonutrivo dentro di me delle fantasie di ammirazione ma sono sempre vissuta nellafrustrazione di non sentirmi mai abbastanza avvenente,ho sempre avuto il terroreche potesse esserci qualcuna più bella di me per cui valesse la pena andare viasenza neppure pensarci due volte!Ed è sempre stato così. I miei rapporti congli uomini ,mordaci quindi direi quasiassenti. Ho dovuto imparare a capire che posso almeno destare l’attenzione di unuomo,il punto è che oggi non so se riesco a tenermelo!Le mie fantasie digrandiosità sono andate via ma oggi vivo le conseguenze di essere statanarcisista ,vivo nella fase post grandiosità e non accetto questa dimensione.Non accetto la fisicità e vedo tutto” informa ridotta”,non solo il mio aspetto ma anche quello degli altri. Qualchevolta percepisco l’anima delle persone ma poi non sono felice di questa cosa perché non voglio rinunciare alla “bellezza”oal sogno di esclusività ,di ammirazione che ho sempre desiderato per tanti anni.


Ho paura di continuare a scavare per capire chi sono veramente. E’ come se nonsapessi più qual è il senso della psicoterapia. Due anni fa dopo una bruttafase ossessvi-compulsiva , derivata dall’apprendimento di tecniche meditativeche mi hanno spaventata moltissimo,ho anche avuto una dissociazione e vivosenza spazio e senza tempo. Tutto mi sembra un ‘illusione,vivo nell’oblio. Tral’altro mi sembra di dipendere da questa pratiche spirituali,spesso mi capitadi dissociare qualsiasi emozione negativa .Ho analizzato quanto accaduto con lopsicologo e so che tutto ciò dipende da ciò che ho interiorizzato di mia madre e dalla forte indentificazioneche ho avuto con lei.Lei ha sempre mistificato qualsiasi mia emozione e qualsiasi realtà. A quanto pare da lei ho ereditato anche la rinuncia allavita,la passività,lo stallo temporale. Mia madre è dissociata. Provo rabbia perchémi sento in una fase fatta da un lato di dipendenza affettiva dall’altra dinegazione del bisogno. Quando mi sento sola,evito la solitudine e mi distraggo,non riesco a sentire il mio problema affettivo come tale,ma lo percepisco come un problema "di vita".


Ho dimenticato la mia storia familiare ,la mia ribellione e la lotta per affrancarmidalla mia famiglia è diventata rabbia per me stessa,per la vita e per la psicoterapia!Sentoche la mia psicoterapia ha preso una brutta piega e vivo un grosso conflitto interiore,in cui so di avere delle resistenze dure da scardinare. Non vedo " la consapevolezza emotiva della mia storia" o l' autonomia come una fonte di gioia ,di cambiamento positivo e quindi di “guarigione”.

Ho paura di non essere fatta per una psicoterapia e dovermene amaramente accorgeredopo più di deci anni. Ma io ormai sono qui e non posso lasciare tutto così’ com’è…nonposso darla vinta alla mia famiglia. Dovrei “tradire”loro non me stessa .

Misento codarda. Non ho il coraggio di entrare nel nocciolo del mio problema..E’ pur vero che non ho a disposzione unaforza emotiva per farlo è da pochissimo che riesco a sentire qualche piccola emozione. Ho il presentimento che non lo farò mai.Può essereil coraggio una predisposzione naturale del carattere e quindi io non averelo osi puo’ trovarlo dentro sé stessi?Mi sento in colpa con me stessa…ma non riesco apredere una decisione.Anche se immagino di decidere qualcosa,il mio sentire prende la strada" dell' evitamento emotivo":Tizio mi delude,mi fa arrabbiare?lo dimentico e mi cerco un altra persona!


Poi, dopo l’ultima brutta fase in cui ho usato fumare circa 25 sigarette al giorno per un anno intero,ho la conferma matematica chemi ammalerò di cancro e che quindi non potrò essere felice dopo laguarigone.Non reisco a vivere ciò come una fobia..ma per me è unpresentimento-realtà!Lei cosa pensa di questo mio pensiero di morte certa che ostacola la guarigione?


Alla fine non sono stata sintetica...La ringrazio in anticipo per una sua risposta!




Oddio...quando scrivo un caso clinico non uso mai questa quantità di termini tecnici!
Quindi ricapitolando sei: narcisista, scissa, codarda (questo non è tecnico), ipocondriaca, anoressica, ossessiva, dipendente affettivamente, neghi il bisogno, immedesimata a tua madre... Mi sto già annoiando.

Ma cosa fai prima di addormentarti, leggi i manuali di nosorafia psichiatrica?

Non ho capito nulla. Non mi hai detto nulla di te, se non che sei 'senza speranza', e che odi la psicoterapia perché non hai intenzione di stare meglio.

Quindi io cosa posso fare per te? sono una psico anche io, faccio parte di quella categoria professionale che si fa pagare per essere utile. Tu di quella umana che paga per dare la colpaa qualcuno della propria mancanza di coraggio. In fondo è utile anche questo, anche io ho qualche paziente come te. Tutti i colleghi ne hanno almeno qualcuno, è una sindrome molto diffusa. Cos'altro ti inventerai per fare fallire e dunque continuare in eterno la tua terapia?
Un altro ingrediente per il tuo cocktail di sintomi.

Comunque, in tutto questo ci guadagni un'identità, complessa ed affascinante. Sai che le donne nevrotiche "cuccano" di più? in quantità, non in qualità.

Va bene, basta con le provocazioni. Ma sono seria: perché mi hai scritto? non posso dirti niente di nuovo, sai tutto, e sei consapevole delle tue difese.
O vai avanti per la tua strada, o sarai sempre una figlia rancorosa.
 

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