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Abbuffate e controllo PDF Stampa E-mail




Buonasera,
le scrivo perchè sento il bisogno reale di essere aiutata, sono ormai consapevole di avere un problema alimentare e non so veramente da dove cominciare per provare a risolverlo, per provare a riprendermi la mia vita.
E' un anno che soffro di episodi di bulimia nervosa, non so se posso definirmi bulimica o meno, so solo che la mia vita in quest'ultimo periodo è stata fortemente influenzata da questo problema.
Sono ossessionata dal mio peso, la mia settimana si basa sulle continue ed estenuanti abbuffate seguite da giorni in cui l'uso di lassativi mi impedisce perfino di uscire di casa.

Non posso parlare con i miei genitori, so che dovrei ma hanno sofferto tanto in passato per aiutarmi, hanno passato anni negli ospedali e non mela sento proprio di coinvolgerli ancora, non se lo meritano.

Il cibo è sempre stato un problema perchè più degli altri necessito di controllare la mia alimentazione, non solo quantitativamente ma anche e soprattutto qualitativamente.

E' un imperativo per me, se voglio sperare di avere una vita normale, devo saper controllare la mia alimentazione, e tutto ciò si scontra bruscamente con i disturbi alimentari di cui soffro da qualche tempo.
Vorrei chiedere un consiglio, non so a chi rivolgermi, so che il consiglio che probabilmente mi darete è quello di coinvolgere i miei genitori, ma mi sono ripromessa di non farlo, non questa volta, e non lo farò.
Ma non posso uscirne da sola, perciò vi chiedo gentilmente un parere.
Grazie




Cara ragazza,
la prima cosa che sento di dirle è che non c'è nulla di più importante di quello che senti giusto per lei: nessuno può dirti se sia giusto o meno informare o chiedere aiuto ai suoi genitori, se non lei stessa.
Tra l'altro i disturbi alimentari sono spesso fortemente connessi alle dinamiche familiari, per cui credo che in fondopossa esistere un suo desiderio inespresso di provare a cavarsela da sola, senza il loro controllo o la loro attenzione si di lei.
Non mi dice la sua età. A volte per i minori si consiglia una terapia familiare. Tuttavia io sono fortemente convinta che sia la persona stessa, a qualsiasi età, a potere e dovere esprimere ciò che sente più vicino al suo reale bisogno.
Quindi, chiuso il discorso genitori.
La bulimia è l'altra faccia del controllo ossessivo dell'alimentazione. Spesso un'alimentazione troppo rigorosa scoppia nel discontrollo delle abbuffate, perché nel momento in cui cerchiamo di ingabbiare il nostro organismo in regole troppo rigide, imposte senza una reale richiesta dell'organismo stesso, accade che disturbiamo il suo equilibrio autoregolatore e perdiamo il contatto con noi stessi. Al rigore militare segue la ribellione esagerata, e così nel suo caso le abbuffate. I lassativi non sono che il tentativo di ripristinare il controllo, controllo sull'approvvigionamento di calorie.
Come lei cerca di controllare il numero delle calorie e la qualità del cibo ingerito, nello stesso tempo immagino cerchi di controllare la sua vita: che probabilmente sente fuori controllo.
Forse qualcuno vive la sua vita al posto suo? forse lei non ha la sensazione di vivere la vita che le piacerebbe davvero? forse qualcuno o qualcosa la imprigiona in schemi ai quali lei è stanca di appartenere?
Sono domande che chiunque di noi dovrebbe farsi. Se nella sua vita è entrata questa modalità di controllare l'ansia e il dolore, evidentemente c'è un motivo, e questo va preso sul serio.
quello che voglio dire è che forse questo suo sintomo, così invalidante, le vuole comunicare qualcosa di importante sulla sua vita, ed è suo dovere verso se stessa capire che cosa. Il sintomo è sempre la migliore soluzione possibile che troviamo di fronte ad un malessere, e scompare quando non ne abbiamo più bisogno. Finché lei avrà bisogno di ingozzarsi e svuotarsi con i lassativi, per attutireuna sofferenza più nascosta e intima, continuerà a farlo; altrimenti, non ne sentirà più l'esigenza.
Provi a guardare la sua vita con occhi attenti, e cerchi ciò che la fa soffrire.
Un augurio grande
 

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