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Anoressia, bipolarità e...voglia di altro PDF Stampa E-mail

 

 

 

Gentile Dottoressa,

mi chiamo S., in arte Sj. Ho 32 anni e sono in una costante e disperata ricerca di una "via".. credo si tratti del senso della vita, o della felicità?
Non mi piacciono le classificazioni e le etichette ma credo di essere costretta a un breve sunto.
Dopo molti anni di anoressia restrittiva ho avuto tre episodi, ogni quattro anni (l'ultimo a maggio scorso) che mi hanno cucito addosso l'etichetta "Sj bipolare".

In verità gli attacchi maniacali, che sfiorano il suicidio mio malgrado, sono veri e propri eventi catartici che mi portano a scardinare la concezione dello spazio e del tempo, sfiorando l'eterno.


Ovviamente sono conscia che si tratti di episodi deliranti, tuttavia, non voglio credere di essere costretta a prendere farmaci per tutta la vita per "guarire" qualcosa che non considero propriamente una malattia ma un "incidente di percorso". Anzi, penso sia un coagulo di energia che se veicolato nella maniera corretta potrebbe produrre qualcosa, invece di distruggere la mia percezione del mondo!

In questo momento sto facendo abbastanza fatica... nella pratica!
E' come se il vecchio dilemma dell'anoressia sia sempre silente dentro di me: solo mente... Mi riconosco nel mio pensiero. Solo in quello.


Consideri che una situazione di semi inattività lavorativa certamente sta influendo negativamente sulla mia esistenza. Sto facendo di tutto per cambiare questa situazione. Per trovare una stabilità, un punto fermo, dentro di me...


Attualmente mi curo abbastanza stabilmente con Depakin... Non voglio che sia questo il mio punto fermo! Non mi basta!
Grazie mille
Sj.

 




E fai bene, cara S.,
fai bene a non arrenderti alla marca da bollo. Saremmo tutti di folli se non ci fossero i sintomi nevrotici a riportarci ogni giorno nella realtà condivisa con gli altri nevrotici. La nevrosi salva dalla pazzia, lo sapevi? Evidentemente il tuo sintomo, l'anoressia, a volte è stato insufficiente. Forse il tuo dolore è troppo grande? forse il tuo crpo continuava ad esistere troppo perfino con l'astinenza?

Ecco cosa ti rispondo: che è un vero peccato. E' un peccato che a star male sia tu, dal punto di vista della tua vita.
Di fronte all' autodistruzione, che spesso corteggiamo proprio noi donne, a questa impossibilità d'esistere, al peso devastante del corpo, o dei bisogni, o dello spazio fisico o psicologico che occupi in questo mondo, io penso e ti domando: ma con chi sei arrabbiata? Chi è o chi sono le persone che proteggi, mettendo fuori gioco te stessa (e dunque insieme la tua rabbia)?
E, visto che di vita ne hai una sola, soltanto una e prima o poi siamo tutti condannati a schiattare comunque, non sarebbe infinitamente più gratificante viverla proteggendo te?

Cara Sj, siamo così vulnerabili e bisognosi di amore, che il più delle volte assumiamo su di noi le "colpe" più turpi, pur di sentirci benvoluti. Persino la colpa di essere pazza.
Ora ti lancio una questione complessa e di difficile digestione: c'è qualcuno intorno a te a cui fa comodo che tu sia "folle"? qualcuno o...tu stessa, per qualche articolato motivo.

Il punto fermo di cui parli c'è, e non devi fare tanta strada per trovarlo: è il tuo piacere di vivere, la bellezza, ciò che, semplicemente, ti piace. Ecco il tuo centro.
Tu sei portatrice di un modo tuo di essere, che solo tu puoi veramente capire, sentire, portare come un fiore ad ogni alba.
Sia l'anoressia che il Depakin hanno la funzione di attenuare la "troppa vita" che in questo momento non sai come accogliere senza, diciamo, scoppiare. Lascia che ne entri un po' alla volta, per quanto riesci a sopportare. Un grammo di vita, due grammi, fino a che riuscirai a viverne abbastanza da goderne.

Così ci sarà meno spazio per l'attenuazione e più spazio per le tue sperimentazioni, per i tuoi piaceri, per la tua "arte" (visto che citi il tuo nome d'arte), qualsiasi essa sia, fosse pure la tua vita.

Con una precisazione: l'anoressia, per quanto non sia né la tua essenza né la tua identità eterna, è comunque parte di te, una scelta, una strada, una soluzione per sopportare la vita e per sopravvivere, la strategia migliore che hai trovato per andare avanti.
Il Depakin, invece, è un elemento estraneo, non scelto esistenzialmente, ma in qualche misura subito.
Per quanto l'anoressia sia rischiosa e terribile, spaventosa perché uccide, ti appartiene di più, e ti può dire delle cose su di te, ti può parlare, è la tua personale e disperata richiesta di aiuto.

 

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