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Anoressia, abbuffate, stress PDF Stampa E-mail

Salve, sono una ragazza di 18 anni e da un anno e mezzo circa soffro di disturbi del comportamento alimentare. Tutto è cominciato il gennaio del 2011: mi vedevo grassa (ero in effetti un pò sovrappeso, pesavo 62 chili) ed ero stufa di sentire la gente dirmi che non era vero, che stavo bene così e che dicevo stupidaggini, soprattutto perchè era evidente che non era così. Mi sono messa in testa di dimagrire, e attraverso un'alimentazione ipercontrollata, sono arrivata a pesare quanto volevo.
Però non ero più libera: mangiavo controllandomi in modo ossessivo, passavano giorni in cui pensavo al cibo per ore intere, non ce la facevo davvero più. Inoltre ho cominciato a perdere i capelli, a non avere più le mestruazioni, ed è tuttora così. Poi sono peggiorata: ho perso il controllo della situazione e ho perso altri chili, ma anche se avessi voluto riprenderli non ci sarei riuscita: solamente vedere il numero della bilancia essere di un etto più alto di quanto era il giorno prima mi terrorizzava. Allora mi sono rivolta ad un dottore dell'alimentazione, ed ho iniziato a mangiare di nuovo in modo regolare, anche se continuavo a pesare poco, sui 51 chili, ed i problemi di ossessione continuavano (ora peso 52 da due mesi circa, e l'aver preso questo chilo senza averlo riperso è quasi un miracolo!).

Ora ho lasciato un pò perdere la dieta che mi aveva prescritto, perchè non ho tempo materiale per seguirla, sono molto impegnata negli esami di maturità.
Ma ancora non le ho detto la cosa più importante: con lo stress dell'ultimo periodo scolastico e l'assenza di una dieta che mi controllasse, le abbuffate che un tempo avevo, anche se di rado (max una volta alla settimana) sono aumentate: nell'ultima settimana mi sono abbuffata 7 giorni su 7, fino a stare veramente male. Vorrei smetterla, io davvero non ce la faccio a continuare con questo regime: perdita di controllo, abbuffata, sensi di colpa non appena vedo la mia pancia essere lievemente più gonfia del solito, stare male per il troppo cibo ingerito, non cenare e seguire un'attività fisica sfiancante per rimediare... Tutto questo per colpa dell'ansia e dello stress!

Ma è inutile che mi dico che quando questa situazione da esami finirà io mangerò di nuovo in modo equilibrato (perchè probabilmente sarà così): la vita è un esame continuo e non posso pensare di fare così ogni volta che sarò sotto stress! Inoltre, anche se tornerò a mangiare in modo equilibrato, sarà sempre un equilibrio dato dall'ossessione. Non ce la faccio più, mi aiuti la prego, sto malissimo per questa situazione, ci sono volte che mi sento così male da morire dentro!
Se fosse in grado di aiutarmi, le sarei davvero grata.



Cara N.,
non so cosa potrò fare per te con una lettera, per te ci vorrebbe qualcosa di più, come un precorso di psicoterapia per fare emergere il tuo disagio profondo, più che dei consigli.
Infatti non te ne darò, di consigli, penso che tu sia circondata da persone che si prodigano con ricette del benessere che non riesci a seguire.
Più che altro qualche riflessione.
Innanzitutto, mi colpisce la tua lucidità. Ti rendi conto del roblema e hai chiesto aiuto. Nonostante la paura della bilancia, sei in grado di capire che sei troppo magra e che il cinquantaduesimo chilo (non più perso) è una cosa buona. E' evidente il tuo conflitto: da un lato senti il richiamo dell'ago che scende, dall'altro hai paura di farti del male. Spesso l'anoressia è un male invadente che prende tutto lo spazio mentale, e non lascia più spazio alla cura di sé: l'unico desiderio diventa "sparire", non avere più nessun peso. Io sono convinta che il passaggio alle abbuffate sia in qualche misura un passaggio vitale, per quanto terribile.
Mi colpisce la frase: "la vita è un esame continuo". Probabilmente così è come la vivi tu. La vita è tante cose, anche un esame, certo; ma c'è anche tanto altro. Dovresti chiederti cosa significa questa frase per te.
Il rapporto disturbato col cibo, io dico, è soprattutto un rapporto disturbato con il dare-avere nei confronti dell'esistenza e del rapporto con gli altri. Chissà come ti poni tu rispetto a questo.
Il cibo ossessionante può essere un modo subdolo per concentrarsi su altro anziché sulle proprie questioni profonde, personali, che danno dolore. Devi interrogarti su ciò che ti fa soffrire, che non sia il cibo e il peso. Come hai chiesto aiuto ad un nutrizionista puoi farlo con uno psicologo o psicoterapeuta. Se vivi a Milano posso consigliarti qualcuno; non immagini come ti gioverebbe. Oppure cerca la soluzione che più senti nelle tue corde, ma non trascurare ciò che ti dico, hai bisogno di andare a fondo e svelare a te stessa perché in questo momento la tua vita si sta ribellando urlando in questo modo.
Forse un consiglio posso dartelo: mettiti un bel vestito estivo, prendi qualche soldino dai tuoi risparmi, fatti una bella passeggiata all'aria aperta in mezzo al verde, e poi vai a comprarti una cosa che desideri da tempo.
Un caro saluto e un abbraccio.

 

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