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Amori tormentati PDF Stampa E-mail







Mi ci vorrebbe un romanzo per descrivere.
Cercherò di essere sintetica.
Ho 39 anni. il mio primo amore a 15 anni (1988), quattro anni di tira e molla con un lui di 12 anni più grande di me, che si concede e si nega e io dietro a rincorrerlo, finchè lo convinco, lo conquisto, leggo dietro ai comportamenti quello che c'è di splendido.
Inizia così la nostra storia, lui si trasferisce per 10 anni in un'altra regione, io università durante la settimana e lui nei weekend..sono innamoratissima..nel 1999 ho un brutto incidente, lui viene trasferito di nuovo nella mia città. Mi crolla un mondo, nuovi equilibri per me da trovare, non dedicarmi totalmente a lui come facevo nel week end..ma imparare a trovare nuove regole..poi sono invaghita del mio capo, c'è feeling ma non voglio andare oltre...farei la fine del topo col gatto, e poi sentire gli amici di lui, i nostri che raccontano le avventure di giovinezza, le sciocchezze i racconti epici, del mio tempo...che io trascorro con loro...ho un dubbio, ho bisogno di tempo..gliene parlo e lui mi lascia..dicendo che sono io che mollo...cado nel baratro...lui ha una storia travagliata con un'altra io lo ascolto, io lo riconquisto, qualcosa ancora non mi torna dentro, ma non riesco a fare meno di lui, c'è ancora tanto tra noi...torniamo insieme, andiamo a vivere insieme, cambio lavoro...abbiamo una splendida bambina che oggi ha sette anni.
Nel frattempo nel letto mi trascina in storie a quattro, giochi di coppie, io mi lascio coinvolgere, ma non mi piacciono, ma non dico mai di no a priori, e così pian piano la mia sessualità il mio entusiasmo la mia disibinizione di giovinezza, si smorzano, si annientano, si mortificano, alla fine ottengo di giocare sempre meno, ma il mio corpo pian piano muore, sesso sempre meno soddisfacente, per tener quieto il suo nervosismo..così da più di dieci anni. Se ne parla, lui si lamenta, lui mi fa notare le mie mancanze, lui mi parla del suo disagio e io sempre zitta, io sempre volenterosa a rimediare.

Ormai sono convinta di non essere normale, ma ci credo ancora in questa storia...ho dubbi ma ci credo...
Poi il secondo figlio che non arriva, quell'aborto tubarico che quasi senza accorgermente mi fa rischiar di morire, e io leggo in lui la lontananza, non riesco a dirgli quando mi delude il suo comportamento (ho esempi specifici che tralascio), lui tutto ciò che lo fa soffrire lo rimuove.

E così non se ne parla praticamente più, è andato tutto bene per fortuna, come se non fosse successo...e poi si cerca un' altro figlio, ma non arriva, si va in un centro...procreazione assistita, io che volevo così tanto ho dei dubbi, mi sono infuatuata di un'altro...solo giochi di sguardi, sensazioni, questa volta mi faccio avanti, avance dopo dei di lui leggeri accenni..,ma è sposato e quando mi svelo non vuol andare oltre, non si scompone..e io mi pongo dei dubbi, come cercare un figlio se ho di questi sentimenti per altri..i miei dubbi urlano sempre più...e il mio corpo si risveglia...contemporaneamente si ammala mio padre..tumore..otto mesi di passione, interventi, chemio e io mi faccio carico di parlare con i medici, lo accompagno lo accudisco, sono l'unica in famiglia (ho una sorella e un fratello) che è fino in fondo consapevole che ha il 5% di possibilità di sopravvivere...gli altri due chi più chi meno rimuovono...ma io voglio essere in prima linea, io voglio parlar con i dottori, sono quella più razionale, quella che sa gestire la cosa con più distacco..lo salverò, ci proverò, e sto con mio padre me lo godo fin che posso..capire quanto vuole sapere e quanto no...il resto della famiglia non è che non ci sia...ma meno in prima linea..secondo me e non secondo loro.
Nel frattempo scuola serale per poter cambiar lavoro, per lasciare una partita iva che non mi da indipendenza, una laurea per un lavoro sognato che non sono in grado di raggiungere, la designer, un sogno che si scontra con i miei limiti di commerciale...un capitolo solo questo...ho quasi quarant'anni non posso esser così instabile,,i sogni fino ad un certo punto..ora certezze.. il primo anno di scuola serale con la malattia di mio padre che muore a marzo di anno scorso...non una parola con i miei splendidi compagni di classe...sono la mia energia...lo sapranno solo ad una settimana dall'agonia finale.
Settembre...le pratiche con mio padre, i suoi desideri di sepoltura tutto fatto...e il dolore si trasforma in voglia di vivere in voglia di sesso, di un corpo che urla,...e i dubbi...un nuovo compagno di classe, condividiamo la strada in auto per la scuola...si parla, tipo estremamente intrigante, coivolgente, si propone come uomo libero, aperto alle "trombamiche" come si chiamano qui...sfida, ricerca dei limiti, mi intriga...ma contemporaneamente uomo attento sensibile, con una morale medioevale di rispetto onore, si capisce che è fragile dietro la corazza.

Un giorno in cui è evidente la sua poca autostima, quella sua paura di non farcela, di aver deluso una sua aspettativa su di un compito in classe, quando io so che non è così terribile,,con il batticuore, gli do' un bacio, con tutta la mia tenerezza e passione, ricambia e mi allontana,,devo andare..ok salto indietro..domani ci sei? mi chiede.. poi mi propongo come amante, si concede...e qui parte tutto...il mio corpo che urla, i miei dubbi, la mia onestà...racconto tutto al mio uomo...anche il giorno che vado a studiare da lui..e tutti e tre sappiamo che il desiderio è di far l'amore io e l'altro..ma mi fermo gliel'ho promesso che non l'avrei fatto..ma del resto il mio compagno da tempo mi voleva in un rapporto a tre..e io l'avevo trovato il terzo..che almeno sia chi dico io...ma il terzo non vuole e il mio compagno si sente tradito, così non va bene, così sono io il terzo, così sono io quello usato...
e io e lo scolaro parliamo ci raccontiamo ci sveliamo...e io racconto a lui con una facilità incredibile le mie pieghe più nascoste...mai dette a nessuno neanche al mio compagno..e. mi innamoro e i dubbi...e lui scappa e si affascina a chi come lui crede nell'onestà, lo conquisto con quel mio fermarmi..forse..con quel non saper tenere il piede in due staffe..nel non saper fare l'amante..mi sa leggere così nel profondo..ma è uno che provoca, che pungola e vede come reagisci e io non mollo...vita su tanti piani paralleli. Ma so che serve per farmi capire la mia storia di sempre...e sprofondo nel baratro..capisco che non è più amore, è dipendenza emotiva, e ho dentro una rabbia...verso mio padre verso il mio compagno...verso tutti quei no che non ho saputo dire e che ora mi fanno ancora così male..inizio ad andare dalla psicoterapeuta del centro oncologico..scopro che ho promesso a mio padre di non deluderlo...e così tutta la mia vita...la figlia perfetta la studente perfetta, la compagna perfetta, la madre perfetta, sempre adattata a come gli altri mi vogliono per essere amata...
A gennaio lascio il mio compagno, senza ancora un lavoro certo, torno da mia madre...grandi difficoltà anche con lei...specchio dei miei limiti edei mie fantasmi...con mia figlia pure ho grossi problemi..non voglio dare anche a lei in eredità questi fantasmi, voglio essere una donna migliore..un modello che si sa amare, già vedo in lei i miei limiti...so che me ne vado per me stessa, perchè devo imparare a stare da sola, a non aggrapparmi ad un'altro uomo, che nessuno mi aiuterà...che faccio terra bruciata...
Lo scolaro dopo un momento di silenzio, si avvicina al mio cercarlo..sa che lui è parte integrante di questa mia rivoluzione, pian pian timidissimamente si lascia andare..sempre senza dirlo chiaramente..si avverte...non si fida di sè, sono io l'unica che si fida di lui e di noi..ma ho i nervi scoperti, ho paura ...e così ad ogni minima ombra mi spavento..temo...e lo allontano...(una solasettimana di quiete con l'alibi dei compiti in classe) e così rinizia la rumba..il suo tira e molla, la carota e il bastone...alla fine una sera mi dice che non ce n'è...e io insisto e gli tiro fuori che con nessuno aveva raccontato tanto che sta nascendo una amicizia forse l'unica, che non vuole fare l'amore con me (non l'abbiamo mai fatto...ci furono baci, carezze il giorno in cui mi fermai ad ottobre..) perchè se dovesse piacergli, finirebbe con il rovinare tutto..che ci ha messo 40 anni a capire che è fatto per stare da solo, che non vuole cambiare, che è andata a finire sempre male che finiremmo per odiarci.. e io tiro fuori il mio corpo la mia voglia di fare l'amore con lui, la mia voglia di vivere repressaper tanto tempo, il voler vivere il qui e ora...non ho mai chiesto di cambiarlo...e che mi sono innamorata...tira il freno mi dice...avremo una storia di sesso quando sarai meno coinvolta...non mettetemi tutti sotto una campana di vetro..masturbati..non mi basta più...allora fallo qui..ti guardo e non ti tocco..ok, qui o casa mia...accetto la sfida..è stato splendido..si eccità, gli chiedo di andare oltre...non cambia le regole..ma si vede che vuole che sia io a infrangerle...ma io rispetto le regole..non voglio che il giorno dopo mi odi si odi...mi riporta a casa...felice.. e poi di nuovo provocazioni, sfide.carota e bastone...non si va più a scuola insieme...ma ancora lancia sfide e io colgo...e quando si riavvicina, ricapita ancora qualcosa nella mia vita che non mi da' la forza di affrontare tutto contemporaneamente...ed ancora ora tira e molla sempre più lontano lui forse, io sempre più esausta...
ho trovato un lavoro estivo, ho preso una stanza con altri lavoratori almeno per l'estate, un posto per me e mia figlia, non ce la faccio a stare con mia madre, la tratto malissimo...e poi l'aiuto in tutto...la scuola gli esami...e cercare rapporti con il padre di mia figlia, più sereni possibili per mia figlia, e anche lì quella dipendenza, c'è in fondo tanta stima tanto affetto e la mia famiglia è la sua...è solo e non lo voglio abbandonare, la mia vita è inclusione non esclusione... troveremo un nuovo equilibrio...
ma ora ho problemi con mia sorella, con mio fratello, litigo con loro..non ricoscono la mia rabbia, il mio puntare i piedi..non capiscono che non ce la faccio a tenere tutto sulle spalle...e più li scaccio e li tratto male più ho voglia che qualcuno mi abbracci, non qualcuno, quell'uomo che non mi vuole, che ha paura di far l'amore con me, e che ogni volta che si fa coraggio io mi spavento e rovino tutto..oppure mi muovo e lo capisco e allora è lui che si rende incomprensibile e scappa..o semplicemente si nega.
Ho paura mi sento sola, non mi sento capita, sono terrorizzata, persa...e il percorso terapeutico si è interrotto fino a settembre..mi ha dato il nome di un'altra psicologa..ma ci vuole così tanta forza a chiedere aiuto...e poi i soldi...io non so dire di no a nessuno, non so chiedere niente per me...non so proteggermi...non so stare da sola...ho paura sono stanca..e la tentazione di tornare in quel porto sicuro che era la mia vita di prima è tanta...ma c'è una parte di me che urla di venir fuori...e questo nuovo uomo che amo..anche se sarebbe da ignorare...anche se è la stessa storia di quando avevo quindici anni,,,mi stainsegnado a modo suo a suo discapito a migliorare me stessa...perchè come ha detto lui...non capisci finchè non ci sbatti il naso...sonoesausta.. mi dia un consiglio...so che dovrei tornare da uno psicologo...ma io aspetto che siano sempre gli altri a dirmi cosa fare...e poi mi aggrapperei di nuovo..ma perchè mi auto infliggo punizioni..perchè non so concederi regali lusso..perchè sono così dilaniata nel corpo e nel sesso..e l'unico che mi risveglia non mi vuole...?
Non mi risponda per favore che non risponde più alle mail...
grazie
M.
ps alla faccia della sintesi ;-)




Rispondo alle mail...
Ogni vita merita un romanzo, come dice Erving Polster.
Non so che risposta potrei mai dare, la tua lettera più che una questione propone un racconto.
L'amore può essere tormentoso, difficile, doloroso. La cosa che posso dirle è che ha il potere di parlarci di noi, di svelarci le zone oscure che con l'amore vengono illuminte e rese visibili. E' un'occasione unica di contattare la nostra vulnerabilità.
Tu ami con passione e tormento, e certamente questo dice qualcosa di te. Lo puoi scoprire con la tua psicoterapia, con le domande che ti poni, con l'onestà che puoi avere.
Scrivi il tuo romanzo dentro di te, vivendo.
E prova a prenderti dalla tua vita quello che vuoi tu.
 

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