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Amore non amore PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

Salve,

ho bisogno di aiuto, di uno sguardo esterno sulla relazione che sto vivendo. Sono una ragazza di 30 anni.
Se dovessi descrivermi, mi definirei socievole, aperta, solare, molto sensibile, creativa, riflessiva, un po' insicura.
Circa 4 anni fa ho conosciuto un ragazzo di 10 anni più grande di me con cui c'è stata una frequentazione di qualche mese.
In realtà ci vedevamo sporadicamente e io lo idealizzavo molto. Quando stavo con lui mi sentivo piccola e fragile, non riuscivo a esprimere il mio modo di essere e a comportarmi spontaneamente.
Lui, com'era prevedibile, quando con ansia gli ho domandato che cosa provava, mi ha risposto che sarebbe stato meglio non fare più l'amore, perché non si sentiva coinvolto e temeva di farmi soffrire.

Dopo poco ho conosciuto quello che ora è il mio ex, con cui ho vissuto un'intensa relazione di tre anni e mezzo. La passione, però, mentre col primo era fortissima, col mio ex è nata come conseguenza dello star bene insieme. Dopo due anni ho risentito l'altro. Risentendo il primo ho provato un risveglio delle emozioni.
L'ho visto e ho tradito il mio ex. Dopo un anno di tira e molla col mio ex, stremata, ho deciso di lasciarlo e ho ricominciato a frequentare l'altro.

Dopo circa un anno, qualche mese fa abbiamo deciso di stare insieme. Il problema è che lui dice di non essere ancora innamorato. Ha 40 anni e non ha mai avuto una storia stabile. Le uniche due persone di cui da 10 anni a questa parte dice di essersi innamorato sono una ragazza con cui per 5 anni ha avuto una frequentazione burrascosa, ma non sono mai stati davvero insieme; e con un'altra ragazza con cui non c'è stato nulla: erano conoscenti, si sono visti qualche volta da soli, poi lui ha provato a farsi avanti ma lei gli ha detto che non provava attrazione.

A parte le sue storie, è una persona un po' timida, introversa, che non è abituata a parlare delle proprie emozioni, ansiosa, un po' solitaria, che ha difficoltà a lasciarsi andare, a far entrare una donna nella propria vita e a condividere.

In quest'anno e mezzo nei miei confronti è cambiato moltissimo. Se prima ci vedevamo solo una volta a settimana, ora ci vediamo di più - per me, il giusto -, stiamo sia da soli, che con i miei e i suoi amici, abbiamo un dialogo molto più profondo, ci sentiamo ogni giorno e so che lui c'è e che a me ci tiene moltissimo. Ridiamo insieme e parliamo di tutto.
C'è attrazione fisica e facciamo l'amore regolarmente.

A dicembre scorso abbiamo parlato di quello che sentiamo l'uno per l'altra, perché gli ho detto un paio di volte "ti amo" e ho ricevuto in cambio un forte abbraccio. Lui mi ha detto di non essere ancora innamorato. Ci sono rimasta molto male e per un paio di giorni sono sparita, poi ho ricominciato a vederlo perché sto bene con lui e ciò che mi veniva più spontaneo era stargli vicino. Lui ha detto che stava con me perché gli piacevo moltissimo, stava benissimo con me e sperava di innamorarsi. In effetti da quell'episodio ha iniziato ad avvicinarsi davvero a me e abbiamo deciso di stare insieme. Qualche giorno fa, però, è riemerso il discorso sui sentimenti. Io sono innamorata e mi verrebbe spontaneo dirgli "ti amo", ma molto spesso mi freno.

Lui, da dicembre a ora, una volta mi ha detto che si sentiva innamorato. L'altro giorno mi ha detto in quel momento sentiva di dirmelo, ma che tendenzialmente non si sente ancora innamorato, che se mi vuole un bene dell'anima, che non è mai stato così bene con qualcuno, che si sente molto più sereno grazie alla mia vicinanza e che non vuole lasciarmi andare, che lui vuole stare con me.
Mi ha detto "dammi altro tempo". Ha detto anche che quando nella sua vita si è sentito innamorato, ha sofferto tantissimo.
Allora gli ho risposto che sembra voglia fuggire dal dolore stando con me, e che questo non è giusto. Mi ha detto anche che non è mai stato bravo a esprimere i suoi sentimenti e che il coinvolgimento sta aumentando e a me ci tiene sempre di più. Da quel giorno ovviamente sono in crisi.

Sto valutando la possibilità di chiedergli un periodo di pausa per capire se me la sento di stargli ancora accanto oppure no.
Il fatto è che la mia energia mi tiene ancora vicino a lui e con lui sto bene, mi diverto e sento che c'è ancora qualcosa che accanto a lui devo scoprire e imparare.
E l'eventualità di allontanarmi, ma soprattutto il rischio di perderlo, sinceramente mi fa paura. Però mi sento "in difetto", come se al rapporto mancasse qualcosa e ovviamente questa situazione fa crescere le mie insicurezze.

Il mio ex mi inondava di amore. Lui forse non è ancora capace di amare, forse non è abbastanza maturo.
Aggiungo che è una persona circondata da tanti amici che conosce da molti anni, ma è inquieto e irrequieto; dice che non si è mai amato molto (più volte abbiamo parlato della necessità di lavorare su l'amore verso se stessi per riuscire ad amare gli altri), che prova sempre una sensazione di inadeguatezza e solitudine. Vive da solo e fa un lavoro che gli piace ma che lo stressa abbastanza.

Ha un fratello e una sorella più grandi, entrambi con figli, lui è il fratello più piccolo.
I genitori sono due persone molto stimolanti dal punto di vista intellettuale (come lui, del resto) ma che forse non gli hanno mai insegnato a parlare di come si sente e di cosa prova.
La mamma è molto dolce e presente ma lui la tiene a distanza; lo stressa da anni con la storia di "trovarsi una fidanzata" e lui non ne ha mai portato una a casa.
Ha fatto uso di tutte le droghe eccetto l'eroina, ma in maniera sporadica.
Fa uso quotidiano di cannabis e ha fatto un uso abbastanza frequente di cocaina (circa ogni weekend non so bene per quanti mesi).

Da quando stiamo insieme ha cominciato a correre e ha smesso (credo quasi del tutto) con la cocaina.
L'ultima volta che abbiamo parlato di ciò che prova mi ha detto che non capisce perché questi discorsi vengano fuori proprio ora che lui si è avvicinato tanto a me e che abbiamo iniziato una relazione vera e propria.
Ha detto anche che a volte sta così bene con me che pensa di essersi innamorato. Ho bisogno di un parere esterno.
Ora come ora sto bene con lui, ma ho paura di farmi molto male e di sperare in qualcosa di irrealizzabile.

Mi scuso se mi sono dilungata e la ringrazio, con il cuore, se potrà rispondermi.
M.

 

 

 

 

 

Cara, la tua storia è come tante il risultato del nostro, di tutti gli esseri umani, conflitto relativo all'amore: è bello ed altrettanto orribile.
Amare è un atto di coraggio, forse il più grande; l'unica cosa che nella vita, a mio parere, è davvero capace di trasformarci e farci uscire dalle nostre piccole miserie e dal nostro narcisismo. Nello stesso tempo è un salto nel vuoto, un rischio senza garanzie, un  "atto di fede", come diceva W.Bion.

Innanzitutto fossi in te mi chiederei come mai sei incorsa in un uomo così conflittuale. Ipotizzo che in te vi sia lo stesso conflitto, che proietti abilmente su di lui per non affrontarlo in modo diretto. Nello stesso tempo, prendendoti carico del suo tormento, curi anche il tuo, in differita.
Non sei tu a doverti occupare dei suoi mali; il tuo compito in questo mondo è preoccuparti dei tuoi. E a questo proposito la domanda è se, così com'è, la relazione ti sta bene, quanto ti sta bene, quanto tu metti in gioco te stessa, e soprattutto quanta intenzione hai di farlo.
Se dire "ti amo" ad un uomo che ti chiede "altro tempo" ti risultasse insopportabile, lo avresti già lasciato. Evidentemente qualcosa ti stuzzica, ti tiene a lui, ti lega; ma non per altri motivi, bensì proprio per questo. Lo vuoi salvare? lo vuoi aiutare? oppure in realtà ti sta bene così, una relazione a metà?

Sono domande molto serie e molto difficili, che devi farti e devi fartele tu, prima di farle a lui.
Lui potrebbe non uscire mai d questo gioco nevrotico del tira e molla, del dolore alleggerito da una speranza continuamente rimandata.
Potrebbe restare per sempre un tempo mai arrivato, quello del vostro amore reciproco.
Penso che soltanto lui possa fare qualcosa per se stesso, e tu devi saperlo.
Lascia che la consapevolezza profonda, vera, di questa situazione ti guidi per una scelta autentica; lascia che la noia o la mancanza di fiducia o la stanchezza, qualora emergessero, ti possano aiutare a vedere meglio.
Intanto, goditi il tuo tempo passato con lui, perché senz'altro qualcosa che ti avvicina a lui c'è; goditelo fino in fondo, come una buonissima torta. Se la situazione non si evolverà, e non arriveranno altre torte, questa prima o poi finirà.

Un caro augurio.

 

 

 

 

Grazie infinite. Leggendo la sua risposta ho avuto l'impressione che mi conoscesse nel profondo, che avesse capito tutto di me. Mi sono sentita molto compresa e rifletterò certamente su tutti gli spunti che mi ha regalato, cercando prima di tutto di ascoltarmi in maniera sincera.

La ringrazio ancora, di cuore.

 

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