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Salve, io sento da anni la paura di vivere, mi sento chiusa in una corazza che piano piano mi stringe sempre più,mi alzo la mattina e l’unica parola che viaggia nella mia testa è AIUTO! Non so più cosa fare, cosa ne pensa? il mio medico non crede che io stia così male, oltre che darmi l’anti depressivo e mandarmi a yoga non fa. Un saluto. B.

 

 

 

La prima risposta che mi sale alla linga è: chiedi aiuto. La parola viaggia già nella tua testa, falla viaggiare anche nella realtà. Chiedere aiuto è dignitoso, coraggioso, perché vuol dire accettare di mostrarsi vulnerabili, accogliere la propria fragilità e scegliere di fidarsi di qualcuno. E' una cosa talmente difficile che non lo fa quasi nessuno. Mostrarsi vulnerabili è terrorizzante; è come mettersi nelle mani di un assassino offrendogli il nostro punto debole, soprattutto in questa nostra civiltà metropolitana.
Ma non è sempre così. C'è sempre qualcuno che ci può aiutare veramente, senza approfittare del nostro disarmo. Una persona cara, uno psicologo, un maestro, un prete. Ci hai provato con il tuo medico, non è andata benissimo, non ti sei sentita capita. Non importa, non devi arrestarti. Non tutti possono capire le nostre questioni profonde, ma qualcuno sì. I medici curano per lo più i mali del corpo, non dello spirito; se il tuo corpo sta bene, per lui stai bene. Non puoi biasimarlo. Uno psicologo o uno psicoterapeuta potrebbe senz'altro capirti. Trova qualcuno che possa ascoltare ciò che hai da dire, perché sicuramente hai tante parole non dette e tanta sofferenza non espressa.
Nessuno, meglio di te, sa se stai bene o se stai male.
Un caro saluto, e auguri.

 

 

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