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Abuso sessuale PDF Stampa E-mail




Buongiorno.
Mi chiamo C. ed ho 22 anni. Le scrivo perchè ho un problema e spero lei sarà così gentile da aiutarmi e consigliarmi.
Ho subito abusi nella mia infanzia che fino a poco tempo fa credevo non avessero avuto ripercussioni su di me. Da qualche anno però mi sono resa conto che non è cosi. Ho problemi nell'avere rapporti sessuali, problemi psicologici e fisici, credo si chiami vaginismo, e non solo. Questi abusi subiti sono un segreto che la mia famiglia non conosce e il nasconderlo, il non avere un supporto ha fatto si che il rapporto con mia madre diventasse pessimo e mi ha portato ad essere paurosa, insicura, triste, depressa. Da un anno, anche se con molte interruzioni, ho iniziato un percorso con una psicologa nel centro antiviolenza "cerchi d'acqua" di Milano che però ho interrotto da qualche mese. Il mio problema è che lì non mi trovo bene, non mi sento ascoltata, capita e ritengo poi che il mio problema debba essere affrontata da più punti di vista e non solo da quello sessuale. Vivo appena fuori Milano ma solo da due anni. Non sono stata capace di farmi nessun tipo di amicizia e senza nemmeno il supporto della mia famiglia, non so bene a chi chiedere aiuto in questa grande città. Le chiedo quindi dei consigli. Saprebbe consigliarmi a chi rivolgermi? non so nemmeno se ho bisogno di uno psicologo o di uno psicoterapeuta. Il mio problema è anche economico,sono una studentessa e come potrà immaginare le mie disponibilità economiche sono piuttosto scarse.
Spero di ricevere presto una risposta.
La ringrazio. C.




La cosa terribile degli abusi sessuali in giovane età (non dice da parte di chi) è che difficilmente, forse mai, non lasciano tracce dolorose.
La parola stessa "abuso" descrive molto bene l'esperienza. E' una parola che racconta la violenza e la pesantezza di qualcosa che arriva senza averla né chiesta né desiderata. E che probabilmente dà un orribile messaggio al corpo offeso: che merita questo. Merita cosa? di essere violato nella sua dignità e nel suo essere importante, sacro.
Il suo corpo, cara C., al contrario, è importante ed è sacro.
Mantenere il segreto è un ulteriore peso che ingrassa il dolore: lei si è sentita sola, non protetta, non difesa. Come potrebbe mai aver sviluppato sicurezza e amor proprio?
Sono d'accordo con lei quando sente che il problema non si risolve nell'aspetto sessuale. Quello è una conseguenza ovvia, ma non è l'unica. Come lei stessa dice, il suo bisogno è di sentirsi capita, accolta, aiutata: sono le cose che avrebbero dovuto e potuto fare i suoi familiari, e che non hanno fatto.
Ciò che adesso sarebbe utile per lei è innanzitutto prendere contatto con ciò che si porta dentro da anni, emotivamente. Intuisco che possa esserci della rabbia inespressa, sommersa da un senso di inadeguatezza e disistima: noi proviamo sempre della rabbia per chi ci ha fatto del male, ma quando non possiamo prendercela con costui, riversiamo la rabbia su noi stessi.
L'ideale sarebbe un percorso di Psicoterapia; il sostegnodello Psicologonon è sufficente per un tema così grave. Immagino che nel centro dove si è rivolta non facciano Psicoterapia.
Mi scrive di non avere il supporto della sua famiglia, ma non scende nei dettagli, quindi non so se si tratti di un supporto anche economico. Ci sono dei consultori gratuiti, ma anche lì solitamente si trovano esperti Psicologi e non Psicoterapeuti, però può provare ad informarsi.
E' importante trovare una persona di fiducia, e non è sempre una cosa scontata e semplice. Però le consiglio di non arrendersi e di cercare finché non trova, oppure potrebbe prendere coraggio e chiedere aiuto (economico) ai suoi familiari.
Le faccio caldi auguri, e mi scriva ancora per raccontarmi come andrà.




Cara dott.ssa Zaira di Mauro
la ringrazio per la risposta. vorrei chiederle un altro parere. Il motivo per cui i miei familiari non lo sanno è perchè da piccola non se ne sono accorti e perchè io non ho mai confessato nulla. Sul perchè allora non disse niente,non saprei ma se adesso continuo a tener tutto dentro è perche ho un padre con due infarti alle spalle e cerco di proteggerlo. Ho comunque due fratelli ed ho sempre pensato se confessarlo a loro o meno. Bhe mi chiedo secondo lei sarebbe giusto farlo? potrebbe effettivamente aiutarmi dirlo a qualcuno anche se non sono i miei genitori?
capisco che il suo tempo è prezioso,quindi non mi aspetto una risposta.
Grazie per tutto




Anche lei è preziosa.
L'unica cosa giusta è quella che sente possa farle bene. Se i suoi fratelli potrebbero avere la sensibilità di capirla e starle vicino, immagino possa essere una buona cosa parlargliene.
I segreti sono sempre fonte di brutte cose. Rompere il tabù le permetterà di condividere il dolore e ridimensionare l'esperienza mostruosa.
Ne parli anche con persone fidate che la amano: amiche care, zie molto vicine, persone di riferimento. Le consiglio peròdi evitare di spargere la sua confidenza in coloro chesente non affidabili o poco sensibili.
Tiri fuori la rabbia repressa verso questa persona, responsabile del suo dolore. E soprattutto, protegga in primo luogo se stessa, e non gli altri.
 

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