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Disturbi dell'alimentazione
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Mangiare è vivere, godere, oppure soffrire, qualora non sia disponibile.

Può succedere che il cibo perda la sua identità di elemento di sopravvivenza e piacere, per assumere significati abnormi, che niente hanno a che vedere con il senso originario.

Il cibo non è più cio che è, ma assorbe in sé l'inquietudine e il male di vivere e si trasforma in un oggetto mostruoso, nemico, velenoso, pericoloso, prendendo cioè la forma del dolore psicologico che viene investita transferalmente sul nutrimento.

Esso dunque si snatura e prende una forma patologica, morbosa. L'angoscia si appoggia sul cibo e lo rende infernale.

Compito della psicoterapia è restituire all'alimentazione la sua funzione originaria, e soprattutto svelare l'angoscia come tale e fare in modo che il soggetto possa imparare a conoscerla e accoglierla con consapevolezza e senza morbosità sintomatica.

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