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Psicoterapia e separazione PDF Stampa E-mail




Perchè è importante accettare la separazione dallo psicoterapeuta dopo la conclusione di un percorso?
(Antonia)


Innanzitutto mi viene una battuta: perché altrimenti è impossibile separarsi, e uno psicoterapeuta non avrebbe mai nuovi pazienti!

Adesso una riposta più seria.
La presa in carico di un paziente, che corrisponde all'inizio di una psicoterapia per il paziente, comporta la mascita di una relazione, una relazione reciproca, profonda, di fiducia, abbandono, sentimenti complessi, transfert da parte del paziente, e cura, attenzione, responsabilità, preoccupazione, controtransfert da parte del terapeuta.
Per certi versi il paziente attraversa, o può attraversare, un'esperienza di dipendenza. In sé non è certo un obiettivo, ma può capitare.
In ogni caso, anche al di là della dipendenza e del transfert, il legame può essere potente, e pensare che si possa evitare lo sviluppo di sentimenti d'affetto è un'utopia.

E' chiaro che tutti i movimenti affettivi ed emotivi della relazione terapeutica devono essere attentamente osservati e monitorati dal terapeuta, che è il responsabile della cura e anche del fatto che la relazione rimanga asimmetrica e concentrata sul bene del paziente: in sostanza ogni elemento della psicoterapia deve essere significante per la cura o quantomeno non ostacolante. I sentimenti (di transfert o attuali) del paziente non possono essere ovviamente controllati rigidamente, ma è importante che lo psicoterapeuta se ne 'serva' allo scopo della cura, e non per altri scopi.

Il rapporto terapeutico in piccolo riproduce la complessità dei rapporti della vita, a partire da quello con i genitori. Tutti i rapporti hanno delle fasi di avvicinamento-allontanamento, inizio-fine, cambiamento. Per potere cambiare a volte devono finire per poi ricominciare in modo diverso. nche il rapporto con lo psicoterapeuta deve terminare, e deve esserci un distacco. In qualsiasi momento può ricominciare, ma comunque in una nuova era, in un nuovo inizio.
La separazione è un rito di passaggio fondamentale: separarsi dal vecchio per accogliere il nuovo. E' un lutto che noi viviamo continuamente, senza accogersene Bisogna avere il coraggio di finire,iniziare, finire, inesorabilmente, continuamente, accettando che la vita sia una continua trasformazione.

Come dobbiamo accettare il primo distacco dai nostri genitori, distacco che ci rende adulti, così dobbiamo accettare quello checi rende adulti rispetto all psicoterapia.Lo diceva Freud, l'analisi può essere interminabile,e per questo bisogn farla terminare. Non si può 'guarire' completamente, resta sempre un residuo con cui dobbiamo fare i conti in solitudine. Solo così vremo davvero fiducia in noi.
Il nostro è uno strano crudele mestiere: lavoriamo con la persona per non servirle più, per diventare obsoleti, come i genitori, per essere abbandonati.
Una bella palestra contro il narcisismo!