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Ipocondria



Cos'è l'ipocondria?
(Roberto, Milano)


Per "Ipocondria" si intende la condizione per cui la persona tende a iper-percepire, distorcere edamplificarele naturail sensazioni del corpo, dando loro una interpretazione morbosa, patologica,cioè significandole come sintomi di una qualche malattia. Tendenzialmente, l'ipocondriaco realmente non soffre di alcuna patologia, sebbene ne sia convinto, anche se in alcuni casi gravi possono svilupparsi alcune sintomatologie di origine psicosomatica, come complicazioni secondarie del malessere psicologico legato all'ipocondria.

Naturalmente, la condizione necessaria perché si possa parlare di ipocondria, è l'escludere che le malattie temute siano reali. E' chiaro che anche l'ipocondriaco può avere delle patologie reali, come per esempio un raffreddore; il punto è che la realtà viene da lui stravolta in sensazioni catastrofiche connesse a chissà quale malattia mortale, per cui la persona perde il senso di realtà e si convince realmente di essere gravemente ammalata, nonostante le rassicurazioni scientifiche dei medici.

Ci sono vari livelli di gravità: si va dalla semplice paura di prendere delle malattie, magari ingiustificata o esagerata, alla sensazione di panico ossessivo di aver contratto gravi patologie, magari mortali. Tutto questo può accompagnarsi alla convinzione di non esser capiti da nessuno, di esser soli in un mondo dove nessuno ti prende sul serio né ti crede, oppure semplicemente dalla paura che la malattia, di cui l'ipocondriaco è certo, sfugga alle indagini mediche, per cui le rassicurazioni sono insufficenti.

La sensazione di aver contratto una malattia può avere origine da:
-funzioni corporee; tutto quello che riguarda il funzionamento normale dell'organismo: minzione, battito cardiaco, respirazione, sudorazione, peristalsi intestinale, eccetera)
-alterazioni fisiche; cioè i cambiamenti del corpo in occasione di piccoli incidenti o infezioni o alterazioni fisiche: febbre, raffreddore, piccole ferite o lividi, pressione bassa o alta, stanchezza
-interpretazioni vaghe e ambigue di sintomi fisici; quando la persona interpreta un po' fantasticamente alcune risposte anomale del corpo: cuore che scoppia, intestino pesante

Ciò che accade è che la sensazione percepita inizia ad interessare la persona in modo compulsivo, fino a diventare un chiodo fisso, in quanto avvertita come una minaccia di morte. Il terrore prende il sopravvento, e qualsiasi altra risposta normale dell'organismo viene associata alla malattia temuta (o a costellazioni di malattie).

L'ipocondria è strettamente collegata alla difficoltò del vivere e al dolore psichico, spesso relativo a problematiche relazionali e di identità. La preoccupazione per la cura può sostituirsi alle normali attività quotidiane, fino a quasi azzerare le relazioni sociali e le attività di piacere e svago. Il tema della malattia diventa l'unico tema. Si può arrivare persino al delirio vero e proprio, per cui l'ipocondria sfocia in una vera psicosi, ovvero una perdita importante dell'esame di realtà.

Come per il disturbo ossessivo-copulsivo, anche l'ipocondria porta a dei comportamenti ritualistici e ripetitivi, scaramantici o di controllo della realtà, che danno la sensazione di tenere a bada le insidie del mondo. La vita quotidiana si riduce a spazi sempre più rigidi, fino ad una perdita consistente di iniziative nuove esperimentazione.

E' molto difficile che il soggetto prenda contatto con la sua condizione, e chieda aiuto, perché principalmente egli è davero convinto di avere le malattie che si sente.
La Psicoterapia è un'occasione importante per chi soffre di ipocondria, qualora però la persona accolga l'aiuto e collabori per la sua guarigione. La cosa difficile, per l'ipocondriaco, è accettare di avere un problema di sofferenza psicologica, e non fisica.