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Senso di Inadeguatezza PDF Stampa E-mail

Cos'è quella sensazione di non sentirsi mai all'altezza? di esser sempre fuori posto, ovunque si è, come se gli altri fossero sempre migliori di noi.
Perché spesso ci sentiamo inadeguati, sbagliati, pieni di carenze, mentre gli altri ci appaiono perfettamente adattati, sempre capaci di gestire le relazioni sociali, e anche simpatici nei loro piccoli difetti tant'è che siamo sempre pronti a perdonar tutti, tranne che noi stessi?

Da bambini impariamo ad adattarci all'ambiente dove cresciamo; i nostri familiari son per noi il nostro primo riferimento, e in qualche modo intuiamo di dipendere totalmente da loro. Il piccolo uomo è fragile, incapace di sopravvivere senza i genitori: non potrebbe nutrirsi, scaldarsi, aver cura di sè. Diversamente dalle altre specie, quella umana è particolarmente soggetta al pericolo di vita, fino in tarda età avanzata rispetto alle altre specie.

I bisogni dell'Uomo non sono solo di natura concreta: cibo, acqua. Noi abbiamo strutturalmente bisogno di calore umano, riconoscimento, affetto. La nostra sopravvivenza è fortemente collegata alla prossimità affettiva. E' stato dimostrato che il neonatoè in grado di riconoscere la madre dall'odore e dal ritmo del battito cardiaco, e istintivamente la predilige a qualsiasi altra figura.

Il bambino piccolo impara presto ad assumere dei comportamenti adattati all'ambiente, in modo da garantirsi il riconoscimento e l'affetto dei genitori. E' un processo alla base dell'educazione: se io dovento come tu mi vuoi, ho la certezza di non esser rifiutato.

Per motivi complessi, a volte slegati dalla qualità della genitorialità, spesso il bambino va incontro ad un iperadattamento, che finisce col diventare disfunzionale. Il "come tu mi vuoi" prende il sopravvento sullo sviluppo dell'identità, e la persona non si impossessa della normale capacità di auto-riconoscimento, necessario ad un sano sviluppo dell'autostima.
Frequentemente, l'eccessiva dipendenza dal giudizio dell'altro prende una forma inversa, di ribellione e rifiuto, che noi tecnicamente denominiamo "controdipendenza"; apparentemente dà la sensazione di prendere le distanze dalle richieste ambientali, e dà l'illusione di differenziarsi, ma in realtà la modalità controdipendente è solo l'altra faccia della dipendenza che impedisce il libero sviluppo dell'identità.

Il senso di inadeguatezza che ne deriva è legato alla sensazione di non esser mai "abbastanza" bravi, adattati, educati, vivaci, brillanti, a seconda delle richieste del passato.

Per uscire dall'empasse, è necessario riprendere contatto con se stessi e con le proprie risorse, per sganciarsi dal "giudizio dell'altro" e trovare il proprio modo di auto-guardarsi.