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Domenica a Milano PDF Stampa E-mail









Proviamo ad immaginare la nostra Milano meno affollata, con le strade semivuote, le persone che camminano ad un ritmo più lento. Immaginiamo domenica mattina, di passeggiare sul naviglio della Martesana con i nostri bambini, in autunno, quando le foglie assumonoquel colore rossastro-violaceo che colora tutto di magia.Oppure al Parco Lambro, a mangiare caldarroste. Oppure in corso San Gottardo, pomeriggio, tra gelaterie e bar, e parlare di ciò che abbiamo cucinato a pranzo. Molti di noi posono dimenticare il lavoro, la frettta, lo stress, possono concedersi una pausa per respirare l'ozio necessario a sopportare il ritorno della fatica.

E anche chi lavora, può farlo in un clima più pacato, osservando i volti più spensierati degli altri che rimandano ad una domensione vacanziera, che allevia la fatica.

Milano, povera città velocizzata. Eppure anche in queste strade battute e consumate, la Domenica si sente più pace.
Ma se non vogliamo vedere, non vedremo la differenza. La domenica è un sentimento, che si vive con consapevolezza, con la scelta di riposare l'organismo e di vivere il ritmo lento della festa.

Allora svegliamoci già pronti a festeggiare. Andiamo alla finestra e apriamola, respiriamo un'aria un po' più libera dall'inquinamento (poco, siamo sempre a Milano!), facciamo un lungo respiro e sentiamoci in vacanza, allentiamo il nostro stato perenne di allerta, guardiamo il nostro partner e avviciniamoci a lui, pronti a condividere insieme questo momento di pace. Prepariamoci una bella colazione, con tutto ciò che ci piace, mangiando lentamente e non inseguiti dall'orologio.



E poi assecondiamo i nostri desideri: uscire, stare in casa a far le lasagne, giocare con i bambini, invitare degli amici, dormire tutto il giorno, eggere fumetti.
Proviamo a dimenticare il dovere, per un giorno alla settimana, e abbandoniamoci al piacere, completamente.

E se c'e la montagna di roba da stirare, la casa da pulire, i vestiti da cucire, eccetera eccetera, abbiamodue scelte: o impiegare solo una parte della giornata, per concederci un pezzetto di libero godimento, che può essere anche una lunga colazione senza tempo con la nostra famiglia, abbandoni del dovere e dell'orologio; oppure vivere quelle inevitabili faccende domestiche con il ritmo della festa, consapevolmente, con amore per la nostra casa, che riprenderà a splendere, e di cui adesso mi prendo cura. Magari, coivolgiamo il nostro partner, i nostri figli, perché la condivisione di un momento rende quel momento significativo, affettivo.

Ogni domenica dimenticata, velocizzata, trascurata, è una festa negata.